Viterbese crac. Rieti un punto solo. E’ l’Eccellenza, bellezza…

admincalciovero 17 Novembre 2013 0

di NICCOLO’ DI FRANCESCO

Seconda sconfitta, e brucia tanto! Patron Camilli impone il silenzio stampa alla sua Viterbese Castrense  e medita la rivoluzione. Gira voce infatti che la mannia si stia per abbattere su cinque giocatori e si fanno i nomi di Romondini, Toscano, Ingiosi, Cima e De Francesco. Sicuro che a dicembre, alla riapertura del mercato, saranno in 7-8 a fare le valigie ed altrettanti ad entrare. Una vittoria, un pari e ben due sconfitte in quattro partite è il disastroso bottino raccolto dal nuovo tecnico Sergio Pirozzi. La sensazione che si sia rotto un giocattolo che con Solimina funzionava alla perfezione, almeno i numeri dicono questo. Un punto a partita per l’allenatore reatino a confronto dei 2,6 ottenuti dal suo predecessore. Da Marini a Toto, passando per Rausa e Toscano: la Viterbese di Solimina non c’è praticamente più. Pirozzi ha provato a trasformarla sia nel modulo che negli uomini ma i risultati sono stati al limite della sostenibilità (senza dimenticare il rischio d’uscita dalla Coppa mercoledì scorso). Squadra contestata a fine gara dai propri sostenitori.  Le scuse dei giocatori dopo il fischio finale non bastano. La rifondazione probabilmente non può aspettare nemmeno dicembre, sarebbe troppo tardi

Intanto il Rieti non sfonda e non va oltre un modesto 0-0 contro il Villanova, squadra quadrata e senza grilli per la testa, ma con i piedi ben piantati nel campionato di Eccellenza. Ecco quale è la prima riflessione da fare. Puoi ingaggiare chi vuoi, Romondini dalla serie B e Cerrone dalla C (Viterbese), Artistico dalla C e i due argentini Garat e Gay che di solito arrivano fino in fondo nei campionati che disputano, ma la categoria va sempre rispettata. In Eccellenza contano tecnica, certo, ma cuore e polmoni ancora di più. Devi costruire una squadra di uomini veri e non solo di talenti veri. Puoi cambiare allenatore o direttore sportivo, ma il risultato non cambia se non hai in campo undici uomini con le palle (pardon…). E’ quello che Camilli e Fedeli stanno imparando a loro spese. Puoi spendere anche 700mila euro di rimborsi all’anno, ma non hai la garanzia di vincere. Poi capita che il Civitavecchia ti stenda in dieci o che il Montefiascone vinca il derby dopo decenni. La verità è che solo se stai tranquillo e ti limiti al ruolo di presidente, senza invasione di campo e senza sbotti di ira, puoi riprendere il bandolo della matassa. E questo vale per entrambi i galli del pollaio del girone A di Eccellenza. Capito Camilli? Capito Fedeli?

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