L’ultima del Rieti: cronaca, tabellino, pagelle, spogliatoi

admincalciovero 12 Maggio 2013 0
L’ultima del Rieti: cronaca, tabellino, pagelle, spogliatoi
Campionato deludente per il Rieti

Campionato deludente per il Rieti

 

 

di MARCO FERRONI

FC RIETI 3
RODOLFO MORANDI 1
FC RIETI (4-2-3-1): Pennesi s.v.; Stati 6 (1’st Iaboni 6), Salvi 6, Petrongari 6,5; Pezzotti 7; Cardìa 6, Serva 7, Di Lorenzo 5,5, Trombetta 6 (12’st Cavallari 6,5), Spadafora 6 (35’st Zegeye s.v.), Monaco 7. A disposizione: Natali, Palluzzi, Tempesta, Romano. Allenatore: Infantino 6.
RODOLFO MORANDI (4-3-3): Belforte 6,5; D’Ambrosio Dav. 6, Castro 6, Falconi 5,5, Luccioni 6; Piretti 5,5 (31’st Cannone), Ranaldi 6,5, Micheli 5,5; Vacchelli 5,5 (14’st Ferri), Pea 5 (1’st Riva), Ferrari 7. A disposizione: De Paoli, Della Vecchia, D’Ambrosio Dan. Allenatore: Amati 6.
ARBITRO: Tomolillo di Roma I 6 (De Angelis e Tempestilli di Roma II).
RETI: 8’ e 30’st Monaco, 19’st Ferrari (rig.), 28’ Cavallari.
NOTE: mattinata soleggiata, terreno in buone condizioni, spettatori 200 circa. Al 9’st espulso Cardìa (RI) per aver proferito bestemmia. Ammoniti: Monaco (RI), D’Ambrosio Dav., Castro, Falconi, Riva (RM). Calci d’angolo: 6-4. Minuti di recupero: 1-3. Prima del calcio d’inizio osservato un minuto di raccoglimento per ricordare l’onorevole Giulio Andreotti. Il Rieti col lutto al braccio per la morte di Aldo Mosconi.

Marco Ferroni
RIETI – Giù il sipario. Il Rieti chiude la deludente stagione 2012/2013 battendo 3-1 il già retrocesso Rodolfo Morandi dinanzi a non più di duecento anime e soprattutto sotto gli occhi di una dirigenza – quella nuova – che non vedeva l’ora che arrivasse il triplice fischio per cominciare a pensare alla nuova stagione quella che, nelle intenzioni del duo Fedeli-Curci, dovrebbe realmente coincidere col rilancio definitivo del calcio a tinte amarantoceleste.
E’ stata una vittoria netta, ma sofferta, quella di ieri mattina, un 3-1 maturato nella parte finale del match col Rieti in inferiorità numerica per quasi tutto il secondo tempo e con un Rodolfo Morandi generoso, capace di ristabilire la momentanea parità, determinata nel cercare il “colpaccio”, ma anche ingenua nel finale quando prima Cavallari, poi Monaco l’hanno preso d’infilata mettendo il sigillo su un successo amaro, carico di delusione e di rammarichi. E per Infantino, che proprio ieri compiva 47 anni, quella col Rodolfo Morandi potrebbe essere stata la sua ultima panchina al “Manlio Scopigno”, a meno che la società non decida di rinnovargli quella fiducia che i tifosi non hanno più nei suoi confronti.
Tornando alla gara invece, il Rieti si schiera con una vera e propria nidiata di under lasciando a capitan Petrongari il compito di guidarli insieme a Cardìa, Monaco, Pezzotti e Pennesi. Nel Rodolfo Morandi già retrocesso si celebrà invece il “Ranaldi day”: per il 43enne mediano capitolino infatti, quella di ieri è stata la sua ultima gara ufficiale ed averla giocata “in uno stadio spettacolare come il “Manlio Scopigno” per me resterà un ricordo indelebile”, tant’è che a fine gara la società reatina lo ha addirittura omaggiato di una maglia col numero 4 (la sua preferita) sulle spalle.
Avvio sprint del Rieti che all’8’ passa in vantaggio: corner di Pezzotti, testa di Monaco e Belforte è battuto. Una combinazione ormai vincente quella che vede protagonisti i due giocatori reatini che nell’ultimo periodo spesso si sono resi protagonisti di duetti vincenti. Il Rodolfo Morandi non riesce a reagire a dovere e allora il Rieti ne approfitta sfiorando il raddoppio al 26’ con Pezzotti che sfiora l’incrocio dei pali direttamente da calcio di punizione. Nel finale di tempo due occasioni per i padroni di casa: alla mezz’ora tap-in di Trombetta respinto di piede da Belforte che al 43’ si ripete sulla conclusione da fuori di Cardìa che l’estremo difensore rossoblù devìa in corner coi pugni.
Nella ripresa dopo appena 9’ il Rieti resta in dieci: impreca Cardìa, l’arbitro non perdona ed arriva il rosso diretto che costringe la formazione amarantoceleste all’inferiorità numerica. Il Rodolfo Morandi allora ci crede, preme forte sull’acceleratore e al 19’ si procura un rigore con Ferrari, il quale va dal dischetto e realizza con freddezza. Torna la paura al “Manlio Scopigno”, il Rieti si scompone, va in confusione, ma al 28’ ecco il guizzo di Cavallari (subentrato a Trombetta) che a tu per tu con Belforte non spreca l’assist pregevole di Serva, per il 2-1. Passano centoventi secondi e Monaco fa il tris in solitudine.
Nel finale non succede alcunchè, si aspetta solo il triplice fischio per mandare in archivio una stagione da dimenticare sia per il Rieti (che ha chiuso al quarto posto), che per il Rodolfo Morandi, retrocesso in Promozione.

SPOGLIATOI

RIETI – (m.f.) Nelle parole dei protagonisti non c’è più spazio per le polemiche o le analisi tecniche. Solo frasi di circostanza, frasi di commiato o comunque buoni propositi per il prossimo anno, a cominciare dal neopatron Franco Fedeli che non appena l’arbitro decreta la fine della gara si lascia andare ad un liberatorio “era ora, non ce la facevo più”. Emblematica l’esclamazione che successivamente lascia il posto ad un discorso ben più articolato sul Rieti che verrà.
“Stiamo già lavorando in prospettiva futura – sottolinea il patron, giunto al “Manlio Scopigno” con un Ferrari fiammante – per far si che dal primo giugno si possa avere già un quadro chiaro di quello che servirà per creare una squadra competitiva. La serie D? Per ottenerla bisognerebbe acquisire un titolo sportivo, ma non è cosa facile. Ci stiamo lavorando da tempo, vanno fatte determinate verifiche e valutazioni perché per farlo devi prenderti il buono e il cattivo di una società. E in questo momento i costi sono elevati perché gli indebitamenti sono piuttosto evidenti. Vedremo”.
Anche per Riccardo Curci, presidente del club amarantoceleste, la fine del campionato rappresenta “una vera e propria liberazione. Eravamo partiti con tanti buoni propositi, poi purtroppo il responso del campo non è stato all’altezza delle aspettative. Puntiamo a migliorarci – conclude Curci – per regalare ai nostri tifosi emozioni e soddisfazioni diverse”.
Le ultime parole sono quelle del tecnico Pietro Infantino, proprio nel giorno del suo 47esimo compleanno, una data che al suo arrivo a Rieti sembrava quasi un segno del destino, col Rieti intenzionato a vincere il campionato.
“Lo avevo sognato diverso questo giorno – è il suo commento in agrodolce – Purtroppo non è stato possibile farlo coincidere con la vittoria del campionato, sarebbe stato magnifico. La gara? Beh l’ultima mezz’ora la voglio proprio cancellare perché entrambe le squadre hanno solo pensato ad insultarsi e a darsele di santa ragione. Il mio futuro? Deciderà la società, io sono a disposizione”.

PAGELLE

FC RIETI (4-2-3-1): Pennesi s.v.; Stati 6 (1’st Iaboni 6), Salvi 6, Petrongari 6,5; Pezzotti 7; Cardìa 6, Serva 7, Di Lorenzo 5,5, Trombetta 6 (12’st Cavallari 6,5), Spadafora 6 (35’st Zegeye s.v.); Monaco 7. A disposizione: Natali, Palluzzi, Tempesta, Romano. Allenatore: Infantino 6.

PENNESI s.v. spettatore non pagante, si limita a qualche rimessa dal fondo.
STATI 6: torna titolare dopo un lungo periodo. Fa il suo senza problemi.
Dal 1’st IABONI 6: preciso e ordinato, da il suo contributo nella seconda parte di gara.
SALVI 6: non corre particolari rischi, dalle sue parti Pea è evanescente e lui controlla.
PETRONGARI 6,5: gioca con autorità, tiene su il reparto e quando può imposta.
PEZZOTTI 7: ancora una volta è il migliore. Suo l’assist che permette a Monaco di aprire le danze.
CARDIA 6: gioca un tempo ad altissimo livello macchiando la prestazione con l’espulsione.
SERVA 7: spadroneggia in mezzo al campo, sempre preciso negli appoggi, anche quando detta a Cavallari l’assist per il 2-1.
DI LORENZO 5,5: tanta corsa a vuoto e poca sostanza in fase conclusiva. Non proprio al top.
TROMBETTA 6: tenta qualche guizzo in area, sfortunato quando Belforte gli respinge la conclusione del possibile raddoppio
Dal 12’st CAVALLARI 6,5: mezz’ora di gara ed il merito di realizzare il gol della tranquillità.
SPADAFORA 6: tanto movimento in attacco, poche le conclusioni, ma sempre in agguato.
Dal 35’st ZEGEYE s.v. un altro baby che esordisce in prima squadra.
MONACO 7: apre e chiude le danze con un gol per tempo. Sempre essenziale la sua presenza in area di rigore.

RODOLFO MORANDI

BELFORTE 6,5: se il Rieti non dilaga già nel primo tempo il merito è il suo.
D’AMBROSIO DAV. 6: gioca una gara accorta e ordinata, anche facendo i conti con Pezzotti.
CASTRO 6: i duelli aerei con Monaco li vince tutti, tranne quello decisivo d’inizio gara.
FALCONI 5,5: a sprazzi e con qualche difficoltà di troppo in fase di ripiegamento.
LUCCIONI 6: controlla la corsia di sinsitra e spesso si sgancia anche in fase offensiva.
PIRETTI 5,5: non è proprio preciso nelle ripartenze della sua squadra. Confusionario.
Dal 31’st CANNONE s.v.
RANALDI 6,5: standing ovation per il 43enne capitolino che gioca una gara impeccabile, l’ultima della sua lunga carriera.
MICHELI 5,5: fa fatica ad entrare in partita, combina qualcosa di buono solo nella ripresa.
VACCHELLI 5,5: il tecnico gli chiede profondità sulla sinsistra, ma lui non riesce a convincere fino in fondo.
Dal 14’st FERRI 6: meglio del suo sostituto.
PEA 5: evanescente ed impalpabile sono i termini appropriati per rendere l’idea di cosa è stata la sua prestazione.
Dal 1’st RIVA 6: molto più attivo e molto più pericoloso del suo collefga di reparto.
FERRARI 7: il più attivo, il più pericoloso del Rodolfo Morandi. Si procura e trasforma il calcio di rigore dell’illusorio 1-1, poi serve un assist che Riva non sfrutta, ma conclude in crescendo.

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